Il Fascicolo Tecnico dell’Impianto: cosa deve contenere la tua cartella “Sicurezza”?

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Quando un ispettore entra in azienda, la prima cosa che chiede non è di vedere l’impianto, ma di vedere i documenti.
La velocità e la precisione con cui presenti il “Fascicolo dell’Impianto” determinano l’andamento di tutta l’ispezione:
Se sei confuso, l’ispettore scaverà più a fondo.
Se sei ordinato, trasmetti sicurezza.

Ma cosa deve contenere, esattamente, la tua cartella per essere a prova di sanzione?
Ecco la check-list definitiva.

1. Il Progetto dell’Impianto
Obbligatorio per quasi tutte le attività produttive (sopra certi limiti di potenza o superficie).
Deve essere redatto da un professionista iscritto all’albo.
Se hai fatto modifiche negli anni, il progetto deve essere aggiornato.

2. Dichiarazione di Conformità (DiCo) o di Rispondenza (DiRi)
È la “carta d’identità” dell’impianto. Rilasciata dall’installatore al termine dei lavori, certifica che tutto è stato realizzato a regola d’arte secondo il DM 37/08.

Nota bene:
Quando è possibile usare la DiRi?
Se la DiCo è irreperibile, non sempre puoi sostituirla con una Dichiarazione di Rispondenza (DiRi).
La legge stabilisce che:
Si può fare la DiRi: solo per impianti realizzati dopo il 13 marzo 1990 e prima del 27 marzo 2008.
Per impianti post-2008: la DiRi non è ammessa.
Se manca la DiCo, l’unica soluzione è un intervento di rifacimento o revisione da parte di un installatore che si assuma la responsabilità di rilasciare una nuova Dichiarazione di Conformità.
Per impianti ante-1990: l’impianto si considera a norma se dotato di sezionamento, protezione contro le sovracorrenti e protezione contro i contatti indiretti (messa a terra + differenziale).

3. Denuncia dell’Impianto di Terra (Modello di Trasmissione CIVA)
Non basta avere l’impianto: bisogna averlo comunicato agli enti competenti (INAIL/CIVA).
Senza la ricevuta dell’invio telematico, l’impianto tecnicamente “non esiste” per lo Stato.

4. Verbali delle Verifiche Periodiche (DPR 462/01)
Questo è il punto dove avvengono più sanzioni. Devi conservare l’ultimo verbale rilasciato dall’Organismo di Vigilanza abilitato. Ricorda la scadenza: 2 anni (locali medici, cantieri, luoghi a maggior rischio in caso d’incendio come alberghi, fiere, ecc.) o 5 anni (tutti gli altri) a seconda della tipologia di attività.

5. Registro di Manutenzione
Molti imprenditori lo dimenticano: la legge (Testo Unico Sicurezza) obbliga a tenere un registro dove annotare tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, inclusi i test periodici sugli interruttori differenziali (i “salvavita”).

6. Schema Unifilare e Planimetrie
Fondamentali per capire dove passano i cavi e come sono suddivisi i carichi.
In caso di emergenza o guasto, sono i documenti che salvano tempo e denaro.

Il vantaggio del metodo NEXA
Sappiamo che gestire questa mole di carta è un incubo burocratico.
Per questo NEXA non si limita a fare la verifica, ma ti aiuta a costruire e mantenere il tuo Fascicolo Tecnico Digitale.

Avere i documenti pronti significa:
✅ Zero Sanzioni: Sei sempre pronto per l’ispezione.
✅ Tutela Penale: In caso di infortunio, dimostri di aver fatto tutto il possibile.
✅ Valore Aziendale: Un impianto documentato aumenta il valore dell’immobile e dell’attività.