Quando si parla di sicurezza degli impianti, la mente corre subito alla messa a terra o ai quadri elettrici.
Ma c’è un pericolo silenzioso, spesso confinato in un angolo dell’officina o nel locale tecnico, che può causare danni devastanti: l’attrezzatura a pressione.
Che si tratti di un semplice serbatoio di aria compressa, di una caldaia o di uno scambiatore di calore, queste macchine rientrano nella Direttiva PED (2014/68/UE). Ignorare le verifiche periodiche su questi dispositivi non è solo una svista burocratica, è un rischio strutturale.
Cosa rischia davvero l’azienda? Molti imprenditori considerano il compressore come un elettrodomestico. In realtà, un serbatoio non controllato è soggetto a corrosione interna e fatica dei materiali. In caso di cedimento, l’energia rilasciata è paragonabile a un’esplosione, con conseguenze tragiche per i lavoratori e per l’edificio.
I 3 pilastri della conformità PED:
1. La Dichiarazione di Messa in Servizio: Non basta acquistare un’attrezzatura con marchio CE. È obbligatorio comunicare all’INAIL la sua installazione e messa in funzione.
2. Le Verifiche Periodiche: A seconda del tipo di fluido e della pressione, sono previste ispezioni di integrità e di funzionamento ogni 2-5 anni.
3. Il Libretto dell’Attrezzatura: Il documento che traccia la vita del dispositivo. Se manca o non è aggiornato, l’attrezzatura è tecnicamente “fuori norma”.
La gestione NEXA:
Abbiamo visto troppe aziende scoprire la mancanza di documentazione PED solo a seguito di un controllo o, peggio, dopo un guasto. La nostra missione è integrare la sicurezza elettrica con quella meccanica, garantendo che ogni “spinta” di pressione nella tua azienda sia sotto controllo.
I tuoi serbatoi sono censiti correttamente sul portale CIVA?
Se la risposta è “non lo so”, è il momento di un check-up, ADESSO!

